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Quattro chiacchiere con Giovanna Magrì

Fare di una passione il proprio lavoro è possibile? Ecco la storia di Giovanna Magrì.

Quali sono i tre aspetti che più amate della cucina? La convivialità, le materie prime o la possibilità di creare piatti grandiosi? Difficile scegliere perché la cucina è l’unione di queste ed altre caratteristiche che la rendono una passione davvero unica.

Lo sa bene Giovanna Magrì, da sempre grande appassionata di cucina, che ha fatto di un hobby una vera e propria scelta di vita. Scoprite di più nella nostra intervista!

Buongiorno Giovanna, ci racconti qualcosa di lei.

Mi chiamo Giovanna Longobardo in Magrì, sono una siciliana madre di quattro figli e nonna di quattro nipoti.

Com'è nata la sua passione per la cucina?

Prima che mi sposassi, oltre 50 anni fa, il mio futuro marito - forse preoccupato di dover ricorrere troppo spesso al ristorante - mi ha regalato un libro prezioso: Il talismano della felicità di Ada Boni. Da quel momento  sono cominciati i miei esperimenti culinari non sempre, purtroppo, ben riusciti poichè ero veramente inesperta.

Intanto però la mia innata curiosità e la perseveranza nel portare a termine i miei progetti mi hanno sempre più spinto a perfezionare i miei piatti.

Ho iniziato allora una raccolta quasi maniacale di vecchi quaderni di ricette di nonne, zie e amiche cominciando timidamente a fare corsi e corsetti di cucina in Italia ed all’estero e, nel momento in cui mi sono sentita abbastanza sicura, ho abbandonato l’insegnamento delle lingue per iniziare una nuova attività.

Quali sono stati i primi passi della sua carriera nel mondo della cucina?

Dopo aver scelto di abbandonare la carriera nell'insegnamento ho creato una società dal nome evocativo: Á la recherche du temps perdu. Si tratta di una società specializzata nell'organizzazione di eventi, congressi, convegni, matrimoni ecc. nonchè nella fornitura di un servizio di catering e nell'ergoazione di corsi professionali di cucina.

Ho seguito, insomma, la mia nuova vocazione diventando maestra di cucina ed iscrivendomi ad una associazione di carattere nazionale  come l’ A.I.C.I (associazione insegnanti cucina italiana).

Fin dall’inizio ho collaborato con una primaria società di congressi - tutta al femminile - con sede a Roma che mi ha consentito di organizzare grandi e importanti eventi con “mise en place” molto raffinate, decorazioni floreali adatte all’ambiente e personale molto professionale. È stata una grande soddisfazione per me.

Quali sono state le soddisfazioni più grandi della sua carriera?

Sicuramente ricordo con grande piacere quelle legate alla beneficenza. Dal 1981 faccio parte della Croce Rossa Italiana in qualità di volontaria rappresentante del comitato femminile romano, quindi, anche in questo caso ho continuato ad occuparmi di organizazione eventi.

Quest’anno, ad esempio, ho dedicato il mio tempo all’organizzazione di un corso di cucina tenuto da chef e pasticceri molto noti che prestano gratuitamente la loro opera in favore dei pazienti del reparto di ematologia dell’Ospedale S. Eugenio di Roma.

Ci racconti di più, di cosa si tratta esattamente?

"Il cuore nel piatto" è un corso organizzato insieme a grandi nomi della cucina e pasticceria italiana come Luca Montersino e Francesca Maggio e vede la collaborazione, in qualità di partner, di Kenwood. Il nostro scopo è quello di raccogliere fondi per il reparto di ematologia dell'Ospedale S. Eugenio di Roma.  Il corso, che avrà la durata di un anno, mi sta già regalando grandissime soddisfazioni: è stato accolto con grande entusiamo sia dagli iscritti che dai docenti e, lezione dopo lezione, l'affiatamento e l'energia aumentano quindi non posso che esserne soddisfatta. 

 

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